Lockdown Economy in Italy with Social Media Manager Paola Frateschi

The interview was transcribed and adapted into an article by Giulia Girlando

Lockdown Economy: Interviews by think tank AlterContacts.org with real entrepreneurs sharing insights, challenges and successes during the COVID19 global pandemic to inspire, motivate and encourage other entrepreneurs around the world.

In questa intervista condotta da Stella Saladino abbiamo incontrato Paola Frateschi, Social Media Manager & Content Curator Wiseup Comunicazione specializzata nella comunicazione e marketing B2B. Paola ci ha raccontato di come ha affrontato il Lockdown, e di come a causa della pandemia abbia subìto uno stop nelle attività di formazione che erano state pianificate, mirate a fare cultura aziendale, sul benessere e in ambito motivazionale. Personalmente ha avuto un rallentamento dell’attività professionale. Ha però sfruttato questo periodo per dedicarsi ad un nuovo progetto di aggregazione aziendale e reti di aziende nel settore della comunicazione B2B. Il progetto “Made in Media Communication”, che mira al superamento della barriera di concorrenza tra chi si occupa del medesimo settore. L’obiettivo è in particolare condividere progettualità, competenze, know how per espandere ed aumentare le opportunità sia in termini di business sia in termini di collaborazioni.

Watch the video version of the interview.

Di che cosa ti occupi, Paola?

Paola: Io mi occupo di comunicazione e, da una decina di anni, di comunicazione digitale all’interno di un’agenzia che si chiama Wiseup Comunicazione, in provincia di Bologna — esattamente a Sasso Marconi. Ci troviamo nella città che ha dato i natali a Guglielmo Marconi, il padre della comunicazione, cosa che ci ha portato forse anche un po’ di fortuna. Siamo un’agenzia specializzata nella comunicazione integrata per le aziende B2B perché a Bologna vi è un contesto di piccole medie aziende che si occupano molto spesso di meccanica, automazione industriale e packaging (Bologna è considerata la packaging valley italiana) per cui i nostri clienti sono perlopiù in questi ambiti: si tratta di una comunicazione più tecnica. La mia specializzazione negli anni è stata di offrire servizi di comunicazione digitale a queste aziende che hanno avuto bisogno di modernizzare il loro stile comunicativo; più che un’agenzia, è uno studio formato da uno staff interno e da collaboratori esterni.

È da tanto tempo che lavori in questo ambito?

Paola: Sì, all’inizio nella comunicazione tradizionale, poi ho avuto la necessità di far evolvere la mia professionalità: ho fatto studi e cercato di adeguarmi a tutte le novità. Per esempio, il discorso del social media marketing è stata una passione scaturita, quindi mi sono focalizzata in quel settore e offro questo tipo di servizio: content marketing, social media market e community management.

Come ti sei trovata ad affrontare il primo Lockdown?

Paola: Già prima della pandemia, nell’ambito della nostra realtà vi era una situazione priva di crescita per lavori e progetti; tant’è vero che nel corso del 2019 avevo diviso la mia attività in percorsi di formazione sia per aziende che per professionisti. Dal momento che possediamo uno spazio abbastanza grande, abbiamo cercato di utilizzarlo per allestire corsi in aula poiché avevano un focus molto orientato al benessere della persona: erano corsi motivazionali di personal branding, che miravano al potenziamento delle soft skills. Era stata effettuata la predisposizione dei corsi, con chiamate a tutta una serie di collaboratori e professionisti un po’ rivoluzionari nelle loro idee. Quindi, si erano attivate tutte delle belle sinergie e ovviamente il lockdown ha dato uno stop: è stata una pausa forzata molto sentita perché per preparare corsi ed eventi ci vogliono tanto tempo e impegno.

Mi sono ritrovata spiazzata perché da marzo è stato fermato tutto: non c’era la possibilità di fare formazione in aula e, essendo corsi particolari, portarli sul web non avrebbe avuto senso; perciò, ho visto interrompersi questa bella catena che avevamo creato. Sono stata anche in cassa integrazione (non mi vergogno a dirlo) perché la società ha avuto un momento di ripensamento su determinate attività: mentre alcuni lavori procedevano molto bene e continuavano ad avere un loro svolgimento, soprattutto nell’ambito tecnico, quelli dedicati alla comunicazione e promozione delle aziende sul web hanno avuto un periodo di stasi.

In questo periodo ho approfittato per fare dell’autoformazione, quindi ho seguito corsi: è stato un susseguirsi di webinar di professionisti che si sono spesi molto bene, anche gratuitamente. C’è stata molta generosità in questo periodo da parte degli esperti nel nostro settore. Ho cercato di trovare delle nicchie che non avevo ancora esplorato e mi sono dedicata anche a un progetto interno: mi rivolgo allo sviluppo e alla promozione di un’idea che aveva già avuto dei semi tra fine 2019 e inizio 2020, ma al quale col lockdown sono riuscita a dedicare del tempo. Questo progetto aveva la necessità di far incontrare diversi team, perché coinvolge differenti realtà aziendali: dopo il lockdown è stato possibile incontrarsi, delineare una missione comune e il progetto è stato inaugurato tra ottobre e novembre.

Come si chiama questo progetto di cui parli?

Paola: Il progetto è una rete di imprese che si chiama Made in Media Communication e vede protagoniste per il momento quattro aziende, ma il piano prevede di ampliare il numero di imprese e professionisti partecipanti. Si tratta di aziende con un’esperienza pluridecennale nella comunicazione tecnica e nella comunicazione B2B che hanno deciso di fondere le proprie conoscenze, competenze e team in questo progetto, in modo tale da offrire alle aziende del territorio (ma anche a livello nazionale e internazionale) servizi di comunicazione integrata in tutto quello che è più tecnico.

Credo che come iniziativa a livello italiano non sia così scontata: purtroppo le nostre aziende (anche piccole) a volte creano recinti in cui è difficile riuscire a fare contaminazioni, ovvero ognuno guarda ai suoi clienti e progetti; non c’è spirito di condivisione e compenetrazione delle diverse specializzazioni del know how. Secondo me è importante invece quest’aspetto innovativo che prevede la condivisione di database e risorse e sottolinea di non considerarsi concorrenti ma di porsi rispetto alle aziende in un’ottica proattiva in base ai bisogni reciproci.

È stato interessante questo periodo, alla fine ha portato ad effettuare una progettualità che magari senza il lockdown non ci sarebbe stata. Quali sono insegnamenti e best practices che hai dedotto in questo momento particolare?

Paola: A volte dalle difficoltà si possono aprire delle opportunità. Questa progettualità non è nata a causa del lockdown: era già presente l’esigenza di fare un’evoluzione e non rimanere chiusi all’interno del nostro nucleo di attività. Avere tempo a disposizione per poter pensare, costruire il sito e le relazioni e per riuscire anche a creare una strategia è stato importante in quanto a volte si è molto presi dagli impegni e non si pensa a progredire la propria attività quando è invece assolutamente necessario. Quindi il consiglio che do è di non lasciarsi mai condizionare dagli aspetti negativi che ci circondano: sicuramente questa è una situazione che tocca tutti, chi purtroppo più da vicino e chi per fortuna più da lontano, però professionalmente avrà un impatto su tutti quanti; perciò, è chiaro che bisogna mantenere un mindset positivo.

Un altro consiglio è di avere una mentalità aperta, quindi non rinchiudersi ma aprirsi alle relazioni. In questo momento sembra quasi un controsenso perché siamo obbligati a svolgere la nostra attività senza vedere gli altri però, grazie alla digitalizzazione e a tutti gli strumenti a disposizione, manteniamo comunque i nostri rapporti. Quindi vanno benissimo le riunioni su Skype, Zoom e qualsiasi dispositivo adatto a mantenere un approccio che mette la persona al centro; perciò, aprirsi a collaborazioni e altri progetti anche a livello internazionale.

Infine, fare tanta formazione, avere curiosità e adottare un approccio verso l’apprendimento costante: tante attività hanno bisogno di una specializzazione sempre più marcata; è vero che chi si occupa di marketing deve avere una visione molto ampia della strategia che prenda in considerazione diversi aspetti, ma paga molto anche avere una competenza verticalizzata, quindi scegliere e focalizzarsi su un ramo. Quindi, il consiglio è di utilizzare questi momenti, in cui siamo meno impegnati dalla quotidianità e non sprechiamo tanto tempo negli spostamenti, per poter focalizzarci su noi stessi, sulle nostre capacità e anche sul nostro benessere così da affrontare bene le attività e i momenti di difficoltà.

Come ti stai muovendo rispetto a queste nuove progettualità in atto?

Paola: In effetti siamo ricaduti in una situazione di chiusura ma in realtà, siccome si tratta di un progetto con uno sviluppo nel medio-lungo periodo, utilizziamo questo momento per creare relazioni e sviluppare la nostra comunicazione interna verso l’esterno. Per cui saranno mesi impegnativi perché dobbiamo far conoscere un brand nuovo, anche se dietro ci sono esperienze consolidate e realtà storiche e quindi non occorre fare tutto ex novo. Contiamo di poter ampliare sia le opportunità di business che il nostro team: sicuramente abbiamo un progetto in evoluzione verso uno sviluppo.

Anche se questo è un periodo in cui il settore della comunicazione ha subìto un importante danno dalla situazione, le aziende vogliono progetti più complessi ma con un budget ridotto. Ciò presenta una grossa incongruenza: questo è invece il frangente in cui le aziende dovrebbero investire perché, che lo si voglia o meno, ci sarà una grande trasformazione dopo questo momento, anche tecnologica. Si parla sempre più spesso di industria 4.0, realtà aumentata, robotica e intelligenza artificiale: quindi, le aziende che vorranno rimanere ed evolvere il proprio posizionamento sul mercato avranno bisogno di cambiare le proprie strategie e tecnologie; laddove c’è uno sforzo di questo tipo, bisogna raccontarlo. Chi rimane sul mercato ha bisogno di far conoscere tutte le evoluzioni vissute, quindi la comunicazione occorre sempre.

Se potessi avere tre aiuti in questo momento per superare questo frangente, quali potrebbero essere?

Paola: La possibilità di coinvolgere altre persone: se volessero dare un loro contributo mi farebbe molto piacere, chiaramente in un contesto di evoluzione del progetto e quindi si tratterebbe di aiuti a livello intellettuale. Poi, qualche risorsa finanziaria: dunque, finanziamenti per sviluppo di progetti web (non solo e-commerce) ma anche sgravi fiscali e aiuti per il nostro settore. Oltre agli aiuti intellettuali e materiali, mantenere sempre la stessa passione e curiosità, trovare anche persone che abbiano questo stesso stimolo e non appiattirsi sulla propria comfort zone. Secondo me è importante uscire dalla comfort zone e riuscire intraprendere nuove iniziative.

Mi piace molto questa chiusura finale. Grazie Paola.

Chi è Paola Frateschi

Social media manager e content manager presso Wiseup Comunicazione una digital agency in provincia di Bologna, specializzata in comunicazione b2b a 360 gradi, da un mese Responsabile della comunicazione digitale di una nuova realtà Made in Media Communication, un’aggregazione di più agenzie con un’esperienza pluridecennale nella comunicazione B2B

https://www.wiseup.it/

The UN-registered nonprofit social initiative that helps small businesses and self-employed professionals to overcome the challenges of the pandemic.

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