Lockdown Economy Italy with Innovation Facilitator Andrea Romoli

The interview was transcribed and adapted into an article by Monica Giromini

Lockdown Economy: Interviews by think tank AlterContacts.org with real entrepreneurs sharing insights, challenges and successes during the COVID19 global pandemic to inspire, motivate and encourage other entrepreneurs around the world.

In questa intervista abbiamo incontrato Andrea Romoli, Facilitatore Design Sprint e Design Thinking & Event Producer in Italia. Andrea Romoli ci ha raccontato di come ha affrontato il Lockdown e di come tuttora stia riuscendo a portare avanti il suo lavoro, grazie ad un nuovo mindset che guarda alla tecnologia e agli strumenti online come ad una concreta possibilità, un nuovo scenario dove portare la formazione che propone, in particolare Design Sprint e Design Thinking. La sfida principale è soprattutto quella di trasferire online veri e propri workshop (non semplici webinar frontali), dove i partecipanti mettono le mani sugli strumenti, su “lavagne interattive” come ad esempio Mural dove mettere al lavoro l’immaginazione. Naturalmente ci sono diverse difficoltà, e la necessità di adattare le metodologie e le modalità di interazione, ma i risultati sono sorprendenti. Fare networking (seppure online) e mantenere le relazioni con i clienti e con gli altri professionisti, gli ha permesso di continuare a fare crescere il proprio business.

Benvenuto Andrea, raccontaci un po’ di te.

Andrea Romoli: Nella prima parte della mia vita ho fatto il tecnico, sono stato per tanti anni sia sviluppatore e programmatore che sistemista. Dopo quasi vent’anni mi sono stufato, ho iniziato ad avvicinarmi ai social e a fare l’account manager per una web agency. Successivamente, dato che dovevo presentare la piattaforma della web agency ai possibili lead che riguardavano i social, ho iniziato a frequentare gli eventi. Da lì, ho visto come venivano organizzati e ho deciso di voler provare a organizzarli anche io stesso. Ho iniziato con la metodologia lean startup cinque anni fa, in occasione di un workshop di due giorni e mezzo che si chiamava Lean Startup Machine. Ho organizzato la prima edizione da solo, ho trovato la location, gli sponsor, i media partner e soprattutto i partecipanti a questa prima edizione. Essendo un workshop dedicato a questa metodologia non era un numero enorme di partecipanti, erano circa trentacinque. Il passo successivo è stato quello di organizzare uno degli eventi riguardanti i social media più famosi in Italia, il Mashable Social Media Day. Ne ho organizzate tre edizioni, non da solo ma sempre insieme a team creati ad hoc. Durante uno di questi eventi, sei o sette anni fa, ho conosciuto Fabrizio Faraco, che è mio socio in In Sprint, la società che abbiamo fondato nel 2019. Insieme, nel 2017, abbiamo iniziato a organizzare eventi riguardanti il Lego® Serious Play®, di cui Fabrizio è facilitatore. Per un anno abbiamo lavorato separatamente, ma congiuntamente, per organizzare questi eventi, workshop e meetup, ma è solo nel gennaio del 2019 che è nata la nostra società. Da allora, abbiamo organizzato una quarantina di workshop che riguardano sia Lego® Serious Play® che Design Sprint e Design Thinking, a cui poi abbiamo aggiunto workshop di Business Agility su microstrutture particolari, ambito su cui ci siamo specializzati.

Come sta andando in questo periodo così particolare?

Andrea Romoli: Siamo stati fortunati, perché siamo riusciti a trasportare l’80% della nostra attività online. Durante il lockdown abbiamo organizzato circa cinquanta eventi, tra workshop e meetup, che non sono affatto pochi. Quando dico workshop intendo workshop sia gratuiti che a pagamento. Per poter sopravvivere, infatti, è stato necessario imporre dei costi di partecipazione ad alcuni workshop, che hanno riguardato Design Sprint, Design Thinking, Business Agility e microstrutture. Per quanto riguarda Lego® Serious Play®, essendo una metodologia che comporta la costruzione fisica in 3D e l’utilizzo dei mattoncini, non è stato possibile fare altrettanto. Abbiamo ripreso il mese scorso, seguendo le direttive dei vari Dpcm, quindi sempre in sicurezza, con mascherine, disinfettante e con quella bruttissima maschera di plastica che a me non piace per niente perché fa sembrare un apicoltore, ma che usiamo nostro malgrado. Comunque, siamo stati fortunati perché siamo riusciti a portare l’80% della nostra attività online.

Come hai affrontato personalmente e professionalmente il primo lockdown?

Andrea Romoli: Come dicevo prima, sono parecchi anni che utilizzo i social, quindi penso di essere una persona piuttosto attiva da questo punto di vista e lo stesso vale per Fabrizio. Abbiamo un buon network di contatti e questo senz’altro ci dà la possibilità di fare comunicazione e contenuti di buon livello, che ci aiutano nella nostra attività che poi sfocia nei workshop e nei meetup.

Pensando alle strategie che voi stessi avete messo in atto durante il lockdown per andare avanti, quali suggerimenti pratici daresti a chi ci sta seguendo?

Andrea Romoli: Per i nostri workshop noi abbiamo utilizzato due strumenti fondamentali, Zoom — ma può essere benissimo anche un concorrente di Zoom, come Webex o Teams — e soprattutto Mural, uno strumento che a noi è servito tantissimo ed è sicuramente molto utile anche per chi fa facilitazione. Mural è una lavagna condivisa che permette di disegnare e di creare post-it virtuali. I nostri workshop offline solitamente sono tutti con i post-it. L’utilizzo di Mural ci ha aiutato tantissimo non solo perché si possono creare post-it virtuali ma anche perché permette di importare documenti Excel e Word, caricare immagini e disegnare frecce e icone varie. Inoltre, permette di effettuare votazioni, fondamentali per chi fa un workshop di Design Thinking, e soprattutto di poter esportare il contenuto di quello che si è venuto a creare durante il workshop o il meetup in file pdf o jpeg, cosa senz’altro utile se si vogliono fare dei report o pubblicare sul web o sui vari social quello che è stato fatto durante l’incontro. Per chi fa un’attività come la nostra, quindi, è fondamentale utilizzare strumenti come Mural o come il suo concorrente diretto, Miro, entrambe ottime piattaforme. Noi ci siamo trovati subito bene con Mural, per cui abbiamo proseguito con questo. Tra l’altro, se si è facilitatori, se si fa domanda sul sito nella sezione dedicata ai consulenti attraverso la compilazione di un form e la richiesta viene accettata, Mural fornisce una licenza vita natural durante del loro prodotto, che poi si può utilizzare durante i workshop. Questo ti fa diventare praticamente un loro ambassador, perché in questo modo, quando vai in giro, fai vedere il loro strumento ai clienti, che in caso siano interessati all’acquisto possono rivolgersi direttamente a Mural. Questo strumento senz’altro ci ha aiutato tantissimo.

Durante il lockdown e durante questi periodi di difficoltà, come hai vissuto in prima persona il rapporto con le aziende e con i clienti?

Andrea Romoli: Siamo rimasti in contatto con le nostre aziende e con i nostri clienti e li abbiamo supportati, anche attraverso l’organizzazione di meetup gratuiti, in cui abbiamo mostrato le funzionalità di Zoom e di Mural, che potevano essere sfruttate a loro volta da chi, partecipando ai nostri corsi, avesse voluto farlo successivamente. I nostri non sono i classici webinar dove noi parliamo e la gente ci ascolta, ma sono dei workshop interattivi. I partecipanti sono parte attiva del workshop e mettono le mani sugli strumenti, di modo che al termine dell’evento hanno acquisito delle competenze, portando a casa qualcosa su cui poter lavorare e da poter condividere a loro volta con i propri clienti in un secondo momento.

Secondo te, com’è cambiato il modo di fare formazione? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di fare formazione online?

Andrea Romoli: Tieni presente che prima del lockdown ho partecipato a tantissimi eventi, tant’è vero che poi ho creato una rubrica sugli eventi digitali da non perdere su StartupItalia. Mi piace molto fare networking e stare a contatto con la gente, quindi la mancanza di contatto umano è stata senz’altro uno dei punti negativi di questo periodo. Fortunatamente, il mese scorso ho partecipato a un evento qui a Milano che è stato bello non solo perché ci sono stati una serie di interventi interessanti, ma soprattutto grazie al fattore umano, alla possibilità di fare networking. Anche se è durato dieci minuti, si annusava questa sensazione di mancanza di poter fare networking e poter scambiare parole con professionisti del tuo ambiente o anche di altri ambienti ma interessati all’argomento della serata.

Sta cambiando anche il modo di fare rete e di creare dei network?

Andrea Romoli: Certo, noi ad esempio per i nostri workshop abbiamo ideato un modo per rompere il ghiaccio su Mural attraverso la creazione di post-it di colore diverso: nel primo si inserisce il proprio nome e cognome, nel secondo la professione, nel terzo il luogo dal quale si sta partecipando e nel quarto si indica il proprio superpotere. In questo modo ci si inizia a conoscere gli uni con gli altri. Abbiamo partecipato anche a workshop di Design Sprint esteri. In uno di questi, organizzato da un nostro partner, una designer tedesca che organizza l’inimitabile Design Sprint in inglese, ha partecipato anche Jake Knapp, il fondatore della metodologia Design Sprint. Se non ricordo male, in quello c’erano circa duecento partecipanti, perché ovviamente il nome fa risalto. Knapp ha “regalato” quasi un’ora del suo tempo ai partecipanti del meetup e non è da tutti avere una disponibilità simile. Solitamente, quando si è creatori, non si è sempre così disponibili, sia per questioni di tempo sia per altri impegni, ma lui lo è stato e ha raccontato la sua esperienza, oltre a una serie di “tips and tricks” che lui utilizza durante i workshop. Anche in quel caso, per rompere il ghiaccio, hanno utilizzato l’attività di cui ti parlavo prima, cioè la creazione dei tre post-it con informazioni personali più il post-it con il superpotere. Questo significa che alla fine del workshop avevi un centinaio di nuovi contatti, di nicchia e tutti del tuo campo, quindi Design Thinking o Design Sprint. Una cosa molto utile anche per avere uno scambio di opinioni e suggerimenti con professionisti del settore nel momento del bisogno.

Se potessi chiedere tre aiuti, anche molto concreti, per poter fare meglio il tuo lavoro in questo momento di bisogno, cosa chiederesti?

Andrea Romoli: Be’, avrei subito delle richieste economiche… [ride] A parte questo, chiederei senz’altro più partecipazione da parte delle persone ai meetup e ai workshop e una maggiore condivisione di conoscenza da parte dei professionisti, come aiuto ma anche come scambio di opinioni e know-how. E mi fermerei qui, perché poi andrei nel banale e vorrei evitare di entrare in merito politico in questo momento, non voglio creare malintesi. Sul piano professionale, cercherei proprio più sinergia tra i professionisti dei campi in cui si lavora. Dobbiamo fare rete il più possibile, e in questo AlterContacts aiuta, perché permette di entrare in contatto con professionisti che hanno competenze totalmente diverse dalle proprie e di seguire workshop, interviste e meetup, in cui si condividono esperienze. A me, per esempio, prima del lockdown, piaceva andare una volta al mese a una conferenza o un meetup che non c’entrava niente con quello di cui mi occupo io: mi piaceva vedere e capire il modo in cui altri espongono i contenuti della propria materia, perché se ne può sempre trarre spunto, facendosi venire nuove idee su come proporre argomenti, esporre determinati concetti o creare presentazioni. Sono una persona molto curiosa, per cui non ti nascondo che alcune volte ho assistito anche a presentazioni d’arte, di quadri o artisti, o addirittura a degustazioni di vini, anche se non ne capisco assolutamente niente. È sempre interessante e stimolante entrare in contatto con esperti, qualsiasi sia il loro settore.

About the Guest

Andrea Romoli è Facilitatore Design Sprint e Design Thinking & Event Producer. Aiuta le società a risolvere problemi e testare nuove idee innovative. Ha creato intorno a sé una forte comunità e rete professionale, online e offline. Scrive su StartupItalia dove ha una rubrica settimanale fissa il venerdì che si occupa di segnalare gli eventi digitali da non perdere.

https://www.linkedin.com/in/andrearomoli/

The UN-registered nonprofit social initiative that helps small businesses and self-employed professionals to overcome the challenges of the pandemic.

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